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Rassegna Stampa

Data agg: 06/09/2010

L'«allarme elettronico» dello scompenso cardiaco

Grande come una graffetta, consente di monitorare costantemente la pressione

Qualcuno potrebbe chiamarlo «l'allarme elettronico dello scompenso»: un piccolo sensore, grande come una graffetta, da inserire nell'arteria polmonare, e che monitora, minuto per minuto, la pressione del vaso. Quando il valore sale troppo, l'allarme scatta, avvisando il medico. É il dispositivo che promette di rivoluzionare la terapia dello scompenso cardiaco, una patologia che si stima colpisca, solo in Italia, un milione di persone. I risultati della sperimentazione sono stati presentati al congresso Heart Failure 2010 dell'Eurpoean Society of Cardiology, a Berlino, suscitando molto interesse.

L'esperimento ha coinvolto 63 centri cardiologici e 500 pazienti. «In metà dei pazienti che hanno fatto parte della sperimentazione – spiega William Abraham, responsabile dello studio e cardiologo all'università di Columbus, in Ohio - le scelte terapeutiche sono state adottate tenendo conto dei dati clinici tradizionali e di quelli emersi tramite il monitoraggio; nell'altra metà, che pure aveva la clip impiantata, i dati registrati non sono stati riferiti al medico curante». I risultati hanno dimostrato una riduzione dei ricoveri pari ad un terzo, un'allungata sopravvivenza e una migliore qualità di vita nei pazienti i cui medici si avvalevano delle informazioni ricevute dal dispositivo.

I risultati più confortanti, però, riguardano gli effetti collaterali: sono infatti stati registrati solo otto casi di complicanze legate ai sensori. «Da dieci anni – conclude Abraham - non avevamo nulla di tanto promettente per l'insufficienza cardiaca. Se i risultati saranno confermati, saremo in grado di trattare la pressione polmonare nei pazienti in maniera più incisiva e non saremo soltanto costretti a contenere i sintomi della malattia o a raccomandare i pazienti di perdere peso: monitorando i segnali dall'arteria polmonare, potremo modificare la terapia e fare subito qualcosa di consistente per impedire che le condizioni del cuore peggiorino».

Salute del Corriere della Sera del 18 luglio, pag. 55.


Redazione di Cardionet

26/07/2010



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