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Fibrillazione atriale e ictus cerebrale

06/05/2011

Con la cultura della prevenzione si salva il cuore e il cervello

Cardionet - Fibrillazione Atriale ed Ictus CerebraleFibrillazione Atriale ed Ictus Cerebrale sembrano essersi uniti per creare un caos nel nostro corpo in grado di ledere "la nostra guida Cervello" ed "il nostro motore Cuore". Il rapporto che intercede tra queste due patologie è ormai chiaro, basti pensare che chi soffre di fibrillazione atriale ha un rischio compreso tra le 5 e le 7 volte superiore di avere un accidente cerebrovascolare rispetto a soggetti che non soffrono di questa aritmia.
I dati non sono assolutamente confortanti se pensiamo che l’incidenza della Fibrillazione Atriale aumenta con l’età, infatti dopo i 55 anni, in ogni decade successiva di vita, la sua incidenza raddoppia. Nella fattispecie i dati epidemiologici evidenziano che oltre il 50% degli Ictus cerebrali sono associati alla Fibrillazione Atriale e che colpisce prevalentemente pazienti in età superiore ai 75 anni.

"La cultura della prevenzione" è una delle poche armi che possono intervenire in questa corsa per "salvaguardare la qualità della vita". Cinque persone al minuto, nel mondo, vanno incontro a ictus legato alla fibrillazione atriale che spesso non viene riconosciuta tempestivamente e che, in numerosi casi, non dà i sintomi classici come affanno stanchezza o palpitazione.

"In presenza della patologia – afferma l’esperto dr. Rodolfo Grella, Unità Stroke Unit dell’Istituto Neurologico Mediterraneo Neuromed - le normali contrazioni atriali vengono sostituite da movimenti caotici, completamente inefficaci ai fini della propulsione del sangue, l'atrio si contrae irregolarmente e possono quindi verificarsi momenti di stasi nella normale circolazione del sangue all’interno del cuore; a causa del flusso sanguigno irregolare negli atri, nella F.A., aumenta di molto il rischio che nel cuore si formino dei coaguli di sangue, che possono arrivare in un’arteria cerebrale (embolia) e provocare un ictus cerebrale".

Cause frequenti della fibrillazione atriale sono la malattia coronarica, l'insufficienza cardiaca lo stato del paziente dopo un infarto cardiaco o malattie del miocardio.

Soprattutto nei giovani, talora la fibrillazione atriale si manifesta come conseguenza di una malattia delle valvole cardiache, anche l'ipertensione arteriosa, disturbi del metabolismo, medicamenti e l'alcool, possono causarla.

Molte persone con fibrillazione atriale non presentano alcun sintomo e la sintomatologia, quando c’è, non è uguale per tutti. In ogni caso, i sintomi più comuni sono:

  • palpitazioni, capogiri, dolore toracico, mancanza di respiro, dispnea, affaticamento e sincope.

"E’ importante tenere presente – afferma l’esperto - che, anche se non si avvertono sintomi, è necessario eseguire regolari controlli clinici, praticare la terapia prescritta dal medico e le sue indicazioni. Questo è il modo migliore per ridurre il rischio di ictus. Nelle persone con fibrillazione atriale, in genere la lesione o le lesioni a carico del sistema nervoso sono più gravi che in altri distretti anatomici , la disabilità che ne segue appare maggiormente marcato.

Chi soffre di fibrillazione atriale ha un rischio di ictus sette volte maggiore rispetto a chi non ne soffre e inoltre gli ictus correlati alla fibrillazione atriale sembrano avere esiti particolarmente gravi e più precisamente:

  • nel 20% dei pazienti l’ictus si rivela fatale
  • nel 60% dei pazienti è causa di disabilità
  • fra coloro che vengono colpiti da ictus in seguito a una fibrillazione atriale il 50% muore entro il primo anno".

Nel mondo, ogni anno, purtroppo circa tre milioni di persone vengono colpite da ictus come conseguenza della fibrillazione atriale.
"L’utilizzo di una terapia anticoagulante orale, è considerata al giorno d'oggi nella maggior parte dei casi la migliore terapia a nostra disposizione per una corretta prevenzione dell'ictus cerebrale da F.A., tuttavia costringe il paziente a frequenti esami del sangue per regolare la dose di farmaco da assumere, in realtà, tale situazione è un altro fattore che ha importanti implicazioni sulla qualità della vita dei pazienti affetta da F.A".

Infatti, alcuni studi mostrano mediamente che su 100 pazienti solo il 61% ha preferito seguire la terapia anticoagulante proposta, piuttosto che non assumere la terapia, dunque una percentuale decisamente inferiore a quella per cui il trattamento è raccomandato secondo le linee guida più recenti, in particolare le classi di età più avanzate sono quelle maggiormente esposte a difficoltà di praticare una terapia corretta e alle complicanze della stessa.
In tempi molto brevi saranno inseriti in commercio nuovi farmaci anticoagulanti più sicuri e maggiormente tollerati.

La F.A è una patologia a lungo sottovalutata in passato, della quale si stanno recentemente chiarendo le gravi implicazioni cliniche.
A causa di una generale disinformazione, molti pazienti attualmente non sono a conoscenza della reale importanza del problema, e soprattutto delle moderne possibilità terapeutiche.
Occorre sensibilizzare l'opinione pubblica sulla fibrillazione atriale e sul suo legame con l'ictus, dando pratici consigli, come ad esempio sentirsi il polso ogni tanto controllando la regolarità del ritmo ed attivando delle campagne di prevenzione: attenti alla malattie cardiovascolari, al diabete, al fumo e all’eccessivo consumo di alcol, perseguire le indicazioni ed i suggerimenti per un corretto stile di vita.

La redazione di Cardionet

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