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La classificazione delle iperlipidemie si è andata modificando nel tempo in rapporto anzitutto alla disponibilità di alcune tecniche per il dosaggio dei lipidi e delle lipoproteine plasmatiche. Fino agli anni' 50 veniva misurata nel plasma solo la concentrazione del colesterolo; a partire dagli anni '60 divenne pratica comune anche per il dosaggio dei trigliceridi; si diffuse nel contempo l'uso dell'elettroforesi delle lipoproteine e successivamente sono stati introdotti dei metodi semplici per il dosaggio del colesterolo delle HDL.
Una prima classificazione delle iperlipidemie distingueva tre gruppi;
Con l'impiego dell'elettroforesi e il riconoscimento del ruolo fondamentale delle lipoproteine plasmatiche si fece quindi una distinzione tra l'ipertrigliceridemia esogena (da chilomicroni) e l'ipertrigliceridemia endogena (da pre-B lipoproteine).
Si venne cioè diffondendo il concetto che la classificazione delle iperlipidemie era in realtà una classificazione delle iperlipoproteinemie, spostando così l'accento dai lipidi come tali alle lipoproteine che contengono questi lipidi.
É bene precisare che tale classificazione è intesa come un mezzo adatto a tipizzare le alterazioni lipidiche di un qualsiasi campione di siero e non intende in alcun modo individuare le cause, la patogenesi o le caratteristiche cliniche di una iperlipoproteinemia. Infatti, ciascun fenotipo indicato nella sottostante classificazione può essere dovuto o ad una alterazione primitiva del metabolismo lipidico (forme primitive) o ad una alterazione di questo metabolismo provocata da altri fattori (forme secondarie) (tabella 1). Ciascuna forma primitiva, inoltre, potrebbe essere provocata da differenti malattie genetiche, come pure alcune forme genetiche di iperlipoproteinemia possono esprimersi con differenti fenotipi di iperlipoproteinemia (tabella 2).
La scarsa conoscenza dei meccanismi che provocano le iperlipoproteinemie primitive ha finora impedito una completa classificazione eziologia di tutte queste forme morbose. In termini operativi una volta accertata l'esistenza di una iperlipidemia è necessario stabilire se si tratti di una forma primitiva o secondaria. Tale distinzione va fatta esaminando tutte le possibili condizioni che possono provocare come forma secondaria il fenotipo in questione.
Nel caso si tratti di una forma primitiva è opportuno tentare di individuare, fin dove possibile, l'eziologia.le attuali conoscenze sulla eziopatogenesi delle iperlipoproteinemie primitive fanno ritenere che alcune di queste forme possano avere una causa genetica, mentre altre originerebbero in assenza di familiarità (le cosiddette forme sporadiche).
| Classe di lipoproteine presente in eccesso nel plasma | Fenotipo secondo l'O.M.S. | Nome generico | Forme primitive | Forme secondarie |
| CHILOMICRONI | I | lperlipidemia esogena | Deficit LPL Deficit apo-CII |
Paraproteinemie LES |
| LDL | IIa | lpercolesterolemia | lperCT familiare lperCT poligenica lperlipidemia a fenotipi multipli |
Nefrosi lpotiroidismo Paraproteinemie Sindrome di Cushing Porfiria acuta int. |
| LDL+VLDL | IIb | lperlipidemia combinata | lperlipidemia a fenotipi multipli | Nefrosi lpotiroidismo Paraproteinemie Sindrome di Cushing |
| ß-VLDL | III | Malattia della larga banda beta | lperlipoproteinemia di tipo III | lpotiroidismo LES |
| VLDL | IV | lperlipidemia endogena | lperTG familiare lperlipidemia a fenotipi multipli lperTG sporadica |
Diabete Glicogenosi-tipo I Lipodistrofia Paraproteinemie Uremia |
| VLDL+CHILOMICRONI | V | lperlipidemia mista lperTG sporadica |
lperTG familiare | lpotiroidismo Nefrosi Alcoolismo Estrogeni Glucocorticoidi Stress Obesità |
| DIFETTO GENETICO | MALATTIA | FENOTIPO | TRASMISSIONE | |
| MONOGENICHE | apo-CII apo-E recettore B, E lipasi lipoproteica |
Chilomicronemia familiare Iperlipoproteinemia di tipo III Ipercolesterolemia familiare Chilomicronemia familiare |
I III II(a) (IIb) I-V |
recessiva recessiva dominante recessiva |
| POLIGENICHE | multiplo (non noto) multiplo (non noto) |
Ipercolesterolemia Ipertrigliceridemia |
IIa IV |
- - |
| NON DEFINITE | ? ? |
Iperlipidemia combinata lpertrigliceridernia |
IIb, IIa, IV IV, V |
dominante dominante |