Data ultimo aggiornamento:
29/01/2008
 



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La riabilitazione del paziente cardiopatico
Torna a Cardionet IL CONTROLLO DELLA FREQUENZA CARDIACA
 
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Il controllo della frequenza cardiaca Vi è una stretta relazione tra frequenza dell’allenamento e miglioramento della capacitò aerobica. Una sola seduta a settimana è inadeguata. Il metodo più usato è di eseguire sedute di training fisico per 3 o 4 volte tempo che rappresenta un buon risultato (miglioramento del VO2 max). Il training viene eseguito mantenendo la frequenza cardiaca tra 50-80% della frequenza massima raggiunta al test ergometrico.

OBIETTIVI DELL’ATTIVITA’ FISICA
La scelta di un programma di esercizio fisico deve considerare gli obiettivi generali e quelli da raggiungere nel singolo soggetto.

Esempi di calcolo della frequenza cardiaca di allenamento

FREQUENZA CARDIACA MASSIMA OTTENUTA AL TEST ERGOMETRICO MASSIMALE esempio: 130 bpm

METODO:
50% à 65 BPM
80 % à 104 BPM
quindi il range di FC di allenamento è tra 65 e 104 bpm

Il training prevede la definizione di
  • un livello di intensità (massimale o sotto-massimale)
  • un carico di lavoro (che può essere progressivo)
  • un numero di esecuzioni (ripetizione dell'esercizio singolo) o
  • una serie di esercizi con intervalli di recupero programmati.
L'esercizio infine può essere
  • isotonico (definizione del carico massimale ed allenamento con esercizi pari ad una percentuale del carico massimo)
  • isocinetico (carico progressivo e velocità di esecuzione costante)
  • isometrico (non variazione delle leve senza incremento della prestazione dinamica muscolare).

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