QBGROUP ha sottoposto un questionario relativo alla prevenzione
cardiovascolare agli specialisti cardiologi e cardiochirurghi. I risultati permettono di rilevare la percezione dei fattori di rischio cardiovascolare per gli specialisti e i loro pazienti.
555 i cardiologi/cardiochirurghi che hanno risposto al sondaggio online
I medici che hanno risposto nell’89.2% svolgono la loro attività prevalentemente in strutture ospedaliere mentre il 10.8% esercita prevalentemente in ambulatorio privato.
Le carte del rischio Cardiovascolare
Il 58% degli specialisti ha dichiarato di utilizzare abitualmente (sempre/spesso) le carte per il calcolo del rischio cardiovascolare (o un equivalente algoritmo), il restante 42% dichiara di non utilizzarle nella quotidiana pratica professionale, l’8.3% non le usa mai.

Fattori di rischio: Medici e pazienti
Tra i fattori di rischio cardiovascolare, quello ritenuto principale e sul quale i medici tendono a intervenire primariamente è il tabagismo (31.7%), seguito da ipertensione (29.7%), iperglicemia (17.3%) e ipercolesterolemia (12.8%).
Diversa, a loro giudizio, è la percezione dei fattori di rischio cardiovascolare dei pazienti, che mettono al primo posto l’ipertensione (42.9%) e l’ipercolesterolemia (31%), e trascurando invece il fumo (16.4%) e l’assunzione di zuccheri (8.5%)

Fattori di rischio: cardiologi ospedalieri e privati
Diversa è risultata la priorità data ai diversi fattori di rischio dai medici che svolgono prevalentemente attività ospedaliera da quelli che svolgono attività privata: ad esempio gli ospedalieri ritengono opportuno intervenire sul fumo (32.5% ospedalieri vs 25% privati), i privati sull’ipertensione (28.9% ospedalieri vs 36.7% privati)
La spiegazione di ciò va forse ricercata sulla casistica prevalentemente osservata dalle due tipologie di medici. Va da se infatti che quando la patologia cardiovascolare è già presente, o ad alto rischio, una prevenzione a lungo termine (es: fumo) passa spesso in secondo piano, e si da priorità a fattori controllabili farmacologicamente e riconducibili in tempi brevi a livelli di normalità (es: ipertensione e ipercolesterolemia).

Le fonti di informazione scientifica
Fonte principale di informazione e aggiornamento per i medici, risulta essere la letteratura scientifica (riviste) risultando al primo posto per il 67.4% dei rispondenti.
Il 58.9% dei cardiologi ritiene ancora di fondamentale importanza la partecipazione ai congressi, ma ben il 49.5% fa ampio uso di internet.

I siti più visitati
L’88.1% visita siti di Cardiologia (89.1% gli ospedalieri, 80% i privati): il 74.2% visita almeno un sito delle società scientifiche e il 67.9% si documenta sui portali scientifici.

Il sito più visitato è risultato quello dell’ANMCO, segnalato dal 52.3% dei cardiologi. Al secondo posto c’è il portale Cardionet, segnalato dal 23.7%, e al terzo The Heart, consultato dal 19% dei cardiologi e cardiochirurghi.




