Prospettive della telemedicina
Claudio Mastracci, 63 anni, ingegnere elettronico, è un esperto di telecomunicazioni. Ha svolto in passato una intensa attività in Selenia Spazio e nel 1998 fu designato all' incarico di direttore dei programmi operativi dell' ESA (European Space Agency) nel settore delle telecomunicazioni e della navigazione spaziale. In quest' area ha progettato importanti programmi avanzati di ricerca e di sviluppo delle tecnologie spaziali e delle relative attività.
Attualmente è Special Advisor presso la Direzione Generale dell' ESA.
Ad un anno di distanza dall' ultimo aggiornamento europeo sulla telemedicina, quali sono stati i successivi sviluppi su di essa a livello europeo?
R.- Facendo riferimento alle attività portate avanti dall' Agenzia Spaziale Europea nel campo della telemedicina negli ultimi anni , vari nuovi progetti sono stati attivati, Tra questi, due iniziative hanno particolare rilievo dal punto di vista innovativo: Telecare e Nesa, di cui è stata data una dimostrazione durante il simposio sulla telemedicina via satellite "The ESA roadmap", svoltosi all' Esrin di Frascati il 5 luglio scorso. Il primo progetto si occupa di assistenza domiciliare con un sistema di collegamento in video-conferenza associato ad una valigetta per acquisire misurazioni mediche direttamente a casa del paziente. Il collegamento audio-video-dati viene realizzato tramite un terminale satellitare interattivo compatto e di facile uso, basato sullo standard europeo DVB-RCS.
Il secondo progetto ha sviluppato, invece, un sistema trasportabile a bordo di un' ambulanza per emergenze, che permette di trasferire dati, tra cui immagini radiografiche ed altri parametri medici tramite collegamento col sistema mobile Globalstar.
Qual è l' attuale situazione progettuale ed applicativa della telemedicina in Italia?
R. - L'esplorazione di nuove aree nel settore della telemedicina continua ad essere attivamente promossa ed il progetto Nesa è uno degli esempi. A livello applicativo, resta ancora un certo numero di aspetti operativi e legislativi che richiedono approfondimenti e chiarimenti per permettere pienamente alla telemedicina di diventare parte integrante ed importante del sistema sanitario italiano.
In che cosa consisterà, pragmaticamente, il futuro programma di telemedicina via satellite che l' ESA presenterà agli Stati membri nella riunione interministeriale dell' anno prossimo?
R.- L' ESA si occupa già da diversi anni di promuovere la telemedicina via satellite attraverso una serie di progetti di sviluppo e di servizi pilota. Si rende adesso necessario per l' ESA avviare delle attività di consolidamento che siano capaci di portare i progetti innovativi verso una utilizzazione effettiva all' interno del sistema sanitario. Per fare questo, occorre attivare un programma ad hoc, guidato dalla domanda, dove le organizzazioni sanitarie, i gruppi di utenti e le industrie siano in grado di lavorare in stretta collaborazione. Questo è il fine del futuro programma di telemedicina via satellite che sarà proposto dall' ESA agli Stati membri nei prossimi mesi.
Mi pare che la "lentezza" con la quale vanno avanti, soprattutto in Italia, progetti ed iniziative di telemedicina e più specificamente di telecardiologia sia determinata dalla carenza di adeguate risorse finanziarie. E' così?
R. - La carenza di risorse finanziarie è senz' altro uno dei fattori che rallenta il lancio e lo sviluppo di iniziative in grado di creare un impatto significativo sul sistema sanitario. In effetti uno dei problemi più grandi rimane legato alle difficoltà da parte delle iniziative di telemedicina di passare dallo stato di progetto sperimentale ad una realtà operativa pienamente integrata nell' organizzazione e nei processi delle strutture sanitarie.Questa transizione richiede adeguate risorse ed un coinvolgimento del sistema sanitario, che peraltro pare attento e favorevole e quindi i tempi mi sembrano maturi per andare avanti.
Due dei relatori al simposio di Frascati hanno trattato, rispettivamente, i temi dei "servizi ai cittadini" e delle "cure mediche a casa". Può dare qualche precisazioni su tali materie?
R.- L' aumento della fascia di popolazione anziana e le pressioni sulla riduzione della spesa alle quali sono esposti tutti i sistemi sanitari su scala globale rendono necessario un ripensamento dell' approccio tradizionale tra paziente/cittadino e sistema sanitario. Uno degli argomenti affrontati nella presentazione del simposio ha coperto l' utilizzo della telemedicina come mezzo per accelerare il processo di trasferimento del paziente dall' ospedale verso la sua abitazione. La riduzione dei tempi di permanenza in ospedale viene resa possibile attraverso una serie di dispositivi medici che tramite collegamento dei dati consente di monitorare lo stato di salute del paziente in modo remoto.
Altra opportunità molto interessante, emersa nel corso del simposio, riguarda la possibilità da parte del cittadino di accedere ad informazioni sulla salute tramite Internet. Sempre più persone ricorrono infatti ad Internet per informarsi sui loro eventuali problemi di salute prima ancora di andare dal proprio medico e tutto questo genera un cambiamento profondo nel rapporto medico/paziente.
Dal programma del simposio ho rilevato la mancanza di una relazione del ministero italiano della Salute e trovo questa "assenza" un po' singolare dato che a Frascati si parlava di telemedicina nella sanità europea oltreché degli aspetti tecnici di essa.
R. - A livello di partecipazione al simposio, il ministero della Salute è stato rappresentato da alcuni esponenti dell' Istituto superiore di sanità. A livello di relatori, l' ESA, quale organizzazione internazionale, ha dovuto necessariamente bilanciare la presenza dei rappresentanti dei diversi Paesi membri e questo ha portato a dover rinunciare ad una esaustiva rappresentazione italiana. Tuttavia la partecipazione di esperti italiani è stata sempre attiva ed incisiva.
Nell' ambito dei progetti di telemedicina, ve ne sono alcuni che riguardano specificamente la telecardiologia, particolarmente importante nel controllo dei cardiopatici in regime di prevenzione secondaria?
R. - L' ESA si è occupata di telecardiologia via satellite attraverso una serie di iniziative, tra le quali il progetto TelAny coordinato da un team italo-norvegese.Informazioni su questo progetto si possono trovare sul sito dell' ESA (www.telecom.esa.int/telany). L' Agenzia è sempre attenta ad analizzare proposte innovative che possano provenire da organizzazioni specifiche ed individuali per poi vagliarle nel "road map."
A cura di Raffaele Bernardini